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Settembre è un'opportunità, non una punizione!

  • Immagine del redattore: Rosanna Pilia, Health Life & Business Coach
    Rosanna Pilia, Health Life & Business Coach
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Settembre, il mese della ripartenza: come rimettere in equilibrio corpo e mente dopo l’estate

 

Settembre ha qualcosa di particolare. Non è davvero un nuovo anno, eppure per molti di noi lo percepiamo come una sorta di secondo Capodanno: ricominciano il lavoro, la scuola, gli impegni, le attività sportive, gli orari più regolari. L’agenda torna a riempirsi e, spesso, insieme all’agenda compare anche quella frase che conosciamo bene: “Da settembre mi rimetto in forma”.


Ma siamo sicuri che sia davvero questo ciò di cui abbiamo bisogno?

Dopo settimane caratterizzate magari da orari diversi, pasti più conviviali, maggiore vita all’aria aperta, qualche eccesso e ritmi meno strutturati, il nostro organismo non ha necessariamente bisogno di essere “rimesso in riga”. Ha piuttosto bisogno di ritrovare progressivamente un equilibrio.


Ed è una differenza tutt’altro che sottile. Non dobbiamo ricominciare da zero

Il primo errore che possiamo commettere a settembre è pensare che tutto ciò che abbiamo fatto durante l’estate debba essere cancellato.

Qualche cena in più, un gelato, un aperitivo, un sonno più lungo al mattino o un'attività fisica diversa dal solito non significano necessariamente che abbiamo “rovinato” il nostro equilibrio. Il corpo è un sistema dinamico, capace di adattarsi continuamente ai cambiamenti.


Il vero problema nasce quando alla flessibilità dell'estate rispondiamo con una ripartenza rigida: dieta drastica, allenamenti intensivi, eliminazione di intere categorie di alimenti, digiuni improvvisati e una lunga lista di buoni propositi da rispettare contemporaneamente.

La salute, però, non si costruisce attraverso la punizione.

Si costruisce attraverso abitudini che il nostro organismo e la nostra vita riescono realmente a sostenere.


Anche le indicazioni internazionali sulla sana alimentazione insistono su concetti apparentemente semplici ma fondamentali: adeguatezza, equilibrio, moderazione e varietà, adattati alle caratteristiche e alle esigenze della persona.

E proprio qui settembre può diventare un'occasione preziosa.


Prima di cambiare, ascoltiamo.

La domanda abituale è: “Che cosa devo fare per stare meglio?”

Una prospettiva naturopatica e integrata può suggerire di partire da una domanda precedente:

“Come sto davvero?”
Come dormo? Come mi sento al risveglio? La mia energia rimane stabile durante la giornata oppure crolla? Il mio intestino è regolare? Mangio perché ho fame o perché sono stanco, annoiato, stressato? Quanto movimento faccio? Quanto tempo trascorro all'aria aperta?
E soprattutto: come reagisco agli impegni che stanno tornando a riempire le mie giornate?

Sono domande semplici, ma possono trasformare il modo in cui affrontiamo la ripartenza.

In Naturopatia, infatti, il sintomo non viene considerato soltanto come qualcosa da eliminare, ma può diventare un'informazione da osservare all'interno dell'insieme. Stanchezza, sonno disturbato, digestione difficile, gonfiore, irritabilità o calo di concentrazione non hanno necessariamente una sola causa. Il loro significato può essere compreso meglio osservando la persona nel suo complesso.

È uno dei principi che condivido anche nel lavoro di Health Coaching: prima di prescrivere a noi stessi un cambiamento, impariamo ad ascoltare ciò che sta accadendo.


Ripartire dall'intestino

Tra le prime cose che possiamo riportare alla normalità dopo l'estate c'è il ritmo alimentare.

Non serve necessariamente una “dieta detox”. Il nostro organismo possiede già sistemi fisiologici deputati alla trasformazione e all'eliminazione delle sostanze di scarto e sono quelli su cui “fare il tagliando” attivando al meglio con tutte le sostanze che servono! In primis, possiamo smettere di sovraccaricare quotidianamente il nostro organismo con abitudini poco favorevoli e tornare a un'alimentazione semplice, varia e nutriente.

L'intestino merita particolare attenzione perché il suo benessere è intimamente collegato a numerose funzioni dell'organismo e alla relazione fra alimentazione, microbiota, sistema immunitario e sistema nervoso.


Settembre può quindi essere un buon momento per tornare a privilegiare alimenti freschi e poco lavorati, vegetali di stagione, fonti di proteine adeguate alle proprie necessità, grassi di buona qualità e un'adeguata idratazione.

Una sana alimentazione non significa necessariamente mangiare “perfettamente”. Significa creare un contesto alimentare complessivamente favorevole.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea proprio l'importanza della varietà e della prevalenza di alimenti poco o minimamente trasformati, limitando invece quelli ricchi di zuccheri liberi, grassi poco favorevoli e sale.

È questa la logica che possiamo ritrovare anche nell'alimentazione antinfiammatoria: non una dieta punitiva, ma un modo di mangiare che privilegi qualità, densità nutrizionale, varietà e sostenibilità nel tempo.


Non dimentichiamo il sonno! C'è poi un altro grande protagonista della ripartenza: il sonno.

Durante l'estate gli orari possono essersi spostati. Si va a letto più tardi, ci si sveglia diversamente, si trascorre più tempo alla luce naturale, cambiano gli orari dei pasti e spesso anche quelli dell'attività fisica.

Il ritorno alla routine può quindi essere l'occasione per ricostruire gradualmente una maggiore regolarità.

Non è soltanto una questione di “dormire otto ore”. È importante considerare la qualità del riposo e la regolarità dei ritmi.

Anche per questo può essere utile tornare a esporsi alla luce naturale durante il giorno, soprattutto nelle prime ore del mattino, ridurre progressivamente l'attivazione serale e creare una routine che segnali al corpo che la giornata sta terminando.

Perché energia, umore, appetito e capacità di concentrazione non sono compartimenti stagni. Il nostro organismo funziona attraverso una rete di sistemi che comunicano continuamente fra loro.


E lo stress?

Poi arriva il lavoro. Le email. Gli appuntamenti. Gli impegni familiari. Le scadenze. Per chi ha figli, la ripresa scolastica e i gli orari da incastrare col lavoro, nonni o baby sitter.

La sensazione che, nel giro di pochi giorni, tutto debba tornare esattamente come prima.

Ma il nostro organismo non legge l'agenda.

Percepisce invece il carico complessivo a cui lo sottoponiamo e il modo in cui viviamo ciò che accade.

Per questo, nella medicina integrata, non possiamo parlare di alimentazione ignorando il sonno, né di intestino ignorando lo stress, né di energia ignorando lo stile di vita.


E qui entra in gioco anche il Life Coaching.

A settembre possiamo infatti porci una domanda che va oltre la salute fisica:

“Che cosa voglio davvero riportare nella mia vita?”

Perché non tutto ciò che facevamo prima delle vacanze deve necessariamente tornare con noi.

Forse abbiamo scoperto che camminare ogni mattina ci fa stare bene.

Forse abbiamo capito che cenare più presto migliora il nostro riposo.

Forse abbiamo avuto finalmente il tempo di leggere, stare nella natura, parlare con le persone che amiamo.

Oppure ci siamo accorti di quanto fossimo stanchi prima di fermarci.

Sono informazioni preziose.

La pausa può mostrarci ciò che la velocità quotidiana ci impediva di vedere.


Non servono dieci nuovi propositi

È qui che spesso fallisce il “nuovo inizio”.

Decidiamo di mangiare meglio, perdere peso, andare in palestra, meditare, dormire di più, bere più acqua, eliminare gli zuccheri, organizzare la casa, lavorare meglio e magari cambiare anche vita.

Tutto insieme.

Il risultato è prevedibile: dopo qualche settimana siamo nuovamente stanchi di dover essere perfetti.

Il coaching parte da un presupposto diverso: un cambiamento efficace non è necessariamente quello più grande, ma quello che riesce a diventare parte della nostra vita.

Possiamo quindi scegliere una sola domanda per questo settembre:


Qual è la piccola modifica che, se mantenuta per i prossimi trenta giorni, potrebbe migliorare concretamente il mio benessere?

Potrebbe essere anticipare l'ora in cui andiamo a dormire. Potrebbe essere tornare a preparare pasti più semplici. Potrebbe essere camminare ogni giorno. Potrebbe essere imparare a dire qualche “no”. Potrebbe persino essere smettere di pretendere da noi stessi di fare tutto e in modo perfetto.

Perché prendersi cura di sé non significa aggiungere continuamente cose alla propria giornata. A volte significa togliere ciò che ci sta consumando.


Settembre non è una punizione: è un'opportunità

La ripartenza più efficace non è quella che ci porta a settembre con una nuova lista di regole.

È quella che ci porta a ottobre con una maggiore consapevolezza di ciò che ci fa stare bene.

Possiamo ricominciare dall'alimentazione, certo. Possiamo prenderci cura dell'intestino, del sonno, del movimento e dell'energia. Possiamo scegliere, insieme a una professionista, un'alimentazione antinfiammatoria sana e personalizzata, ridurre gli alimenti ultra processati e tornare alla semplicità.

Ma possiamo anche osservare il nostro rapporto con il tempo, con gli impegni, con il corpo e con noi stessi. Come suggerisce la OMS, (Organizzazione Mondiale della Sanità), la qualità complessiva della dieta e la riduzione degli alimenti altamente processati sono oggi temi sempre più centrali anche nelle indicazioni di salute pubblica.

Perché corpo e mente non hanno bisogno di ricominciare da capo.

Hanno bisogno di essere ascoltati.


E forse il vero significato di una ripartenza consapevole è proprio questo: non tornare semplicemente alla vita che conducevamo prima dell'estate, ma chiederci quale vita vogliamo costruire da qui in avanti.


Settembre può essere il mese in cui iniziamo a farlo.


Per ripartire alla grande, ti faccio un regalo: la discovery call gratuita. Mi racconterai come stai, quali problemi ti stanno assillando, e ti dirò quale strada migliore potrebbe aiutarti.

Richiedila qui:



 

 
 
 

1 commento

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Debbie
2 giorni fa
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Sempre consigli utili, grazie Rosanna

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