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F.A.Q.
Tutto quello che vuoi sapere prima di intraprendere il tuo percorso

Dalla prima discovery call al lavoro tra una sessione e l'altra: come funziona il percorso, quanto impegno richiede e come ti accompagno nel tempo.

Prima di iniziare

 

Ho già provato tantissime cose. E se fosse l'ennesimo tentativo inutile?

È una delle frasi che ascolto più spesso.

Molte persone arrivano dopo aver consultato diversi professionisti, seguito numerosi percorsi o provato soluzioni che hanno funzionato solo temporaneamente.

Il mio approccio non consiste nell'aggiungere semplicemente un altro protocollo. Partiamo dalla tua storia, dalle tue esigenze e da ciò che sta realmente accadendo, per individuare le priorità e costruire un percorso personalizzato.

Non prometto soluzioni miracolose. Ti offro metodo, competenza, ascolto e un percorso costruito sulla tua situazione.

E se il mio problema fosse troppo complesso?

 

Non esistono persone "troppo complicate".

Esistono situazioni che richiedono più tempo, più ascolto e una visione d'insieme.

Il mio lavoro nasce proprio dalla capacità di mettere in relazione aspetti diversi della persona — salute, alimentazione, stile di vita, stress, abitudini e dimensione personale — senza perdere di vista la complessità individuale.

Quando necessario, il mio lavoro si integra inoltre con quello delle figure sanitarie di riferimento.

Ho paura che mi venga proposta una dieta impossibile da seguire.

 

Il percorso deve funzionare nella tua vita reale.

Per questo tengo conto dei tuoi ritmi, del lavoro, della famiglia, delle abitudini, dei viaggi e delle difficoltà concrete che possono rendere difficile applicare determinate indicazioni.

Non credo nei protocolli standard uguali per tutti.

L'obiettivo è trovare ciò che puoi realmente sostenere nel tempo, senza trasformare il percorso in un'ulteriore fonte di stress.

Quanto tempo ci vorrà prima di vedere dei risultati?

 

Non esiste un tempo uguale per tutti.

 

Alcune persone percepiscono cambiamenti già nelle prime fasi; altre necessitano di un percorso più graduale.

Dipende dalla situazione di partenza, dagli obiettivi e dalla capacità dell'organismo e della persona di adattarsi ai cambiamenti.

Per questo il percorso viene monitorato e, quando necessario, modificato strada facendo.

Non inseguo il risultato più veloce. Cerco quello che può diventare stabile.

Ho paura di non essere abbastanza costante.

 

Non devi essere perfetto.

La vita reale comprende imprevisti, stanchezza, periodi difficili, vacanze e giornate in cui non riesci a fare tutto ciò che avevi programmato.

La costanza non significa fare tutto sempre perfettamente.

Significa imparare a ritornare al percorso anche quando ci si allontana.

Dopo la discovery call posso decidere con calma?

 

Certamente.

La discovery call non è un appuntamento nel quale devi prendere una decisione.

È prima di tutto uno spazio di confronto: puoi raccontarmi cosa stai vivendo, farmi domande e capire come lavoro.

Allo stesso tempo, io posso valutare se il mio approccio è realmente adatto alle tue esigenze.

 

Se penso che possa esserti utile, te lo dirò. Se ritengo che tu abbia bisogno di un professionista diverso, sarò altrettanto trasparente.

E se non fossi sicuro che questo investimento faccia per me?

 

È una domanda legittima.

Un percorso personale richiede tempo, energie e risorse, e deve avere senso per la persona che lo intraprende.

 

La discovery call serve anche a questo: permetterti di comprendere cosa puoi aspettarti dal percorso, quale impegno richiede e se è il momento giusto per te.

Non devi scegliere perché qualcuno ti ha convinto.

Devi scegliere perché senti che quello che stai cercando è coerente con ciò che posso offrirti.

Il percorso nella vita reale

 

Il cambiamento deve entrare nella tua vita, non sostituirla.

Un percorso efficace non può funzionare soltanto quando tutto è perfetto.

Deve poter essere applicato anche quando lavori, viaggi, hai poco tempo, mangi fuori o attraversi una settimana complicata.

Devo rivoluzionare tutto subito?

 

No.

Anzi, spesso è proprio il contrario.

 

Cerco di individuare le priorità, evitando di chiederti di cambiare contemporaneamente ogni aspetto della tua vita.

 

Un cambiamento alla volta, compreso e sperimentato, può diventare molto più significativo di una lunga lista di regole seguite per qualche settimana.

Quanto tempo devo dedicare al percorso?

Dipende dal percorso e dai tuoi obiettivi.

La consulenza è solo una parte del lavoro. Il cambiamento avviene soprattutto nella quotidianità, attraverso ciò che sperimenti, osservi e impari tra un incontro e l'altro.

Per questo non è necessario aggiungere ore e ore di impegni.

È necessario dedicare attenzione a te stesso.

 

Se lavoro molto e ho pochissimo tempo, posso comunque intraprendere il percorso?

Sì.

Molte persone arrivano proprio perché hanno una vita piena e sentono di non riuscire più a trovare spazio per sé.

 

Non ti chiederò di creare una vita ideale per poter iniziare.

 

Partiamo dalla vita che hai oggi e individuiamo ciò che può essere modificato senza renderla ancora più difficile.

 

Se viaggio spesso o mangio fuori casa?

Il percorso viene adattato anche a queste situazioni.

Mangiare fuori, viaggiare o avere orari irregolari non significa necessariamente interrompere un percorso.

Imparare a gestire queste situazioni fa parte del percorso stesso.

Devo acquistare molti integratori?

No.

Gli integratori, quando utilizzati, sono uno strumento, non il centro del percorso.

Vengono valutati in relazione alla situazione individuale e all'obiettivo che si vuole raggiungere.

Non credo nell'accumulo di prodotti, ma nella scelta consapevole di ciò che può avere realmente senso.

Posso seguire il percorso anche online?

 

Sì.

Le consulenze online permettono di lavorare con continuità anche quando la distanza o gli impegni rendono difficile incontrarsi in presenza.

L'elemento fondamentale rimane la qualità del lavoro insieme, non il luogo nel quale avviene la sessione.

E se parto completamente da zero?

Non devi avere nessuna preparazione particolare.

Non devi conoscere la naturopatia, la nutrizione funzionale o il coaching.

Ti spiego ciò che è necessario comprendere, con un linguaggio accessibile, affinché tu possa diventare progressivamente più consapevole delle tue scelte.

Durante il percorso

 

Non sei solo durante l'ora della consulenza.

Una parte importante del mio metodo si sviluppa tra una sessione e l'altra.

È lì che le indicazioni diventano esperienza, che emergono difficoltà, domande, intuizioni e nuovi bisogni.

Il lavoro continua anche quando la sessione è terminata.

Tra una consulenza e l'altra resto da solo?

 

No.

Il percorso è pensato come un accompagnamento, non come la consegna di un protocollo e un arrivederci.

In base alla modalità di percorso scelta, hai la possibilità di confrontarti con me e di portare nella sessione successiva ciò che è accaduto nel frattempo.

Perché è proprio nella quotidianità che spesso emergono le informazioni più importanti. Quando iniziamo a lavorare insieme, lo facciamo in "Alleanza terapeutica".

Tra una sessione e l'altra, ti chiederò di inviarmi dei feedback periodici e sarò sempre disponibile a rispondere alle tue domande, ai dubbi, a una precisazione.

E se durante il percorso qualcosa non funziona? 

Lo osserviamo e lo analizziamo.

Un'indicazione che non funziona nella tua situazione non deve diventare una colpa.

Può essere un'informazione utile.

Il percorso non è un contratto con un protocollo immutabile: viene ricalibrato sulla base di ciò che emerge.

 

E se ho una ricaduta?

Una ricaduta non cancella il lavoro fatto.

Può invece aiutarci a comprendere quali situazioni, abitudini o fattori ti rendono più vulnerabile.

L'obiettivo non è costruire una persona che non avrà più difficoltà.

È aiutarti a riconoscere prima ciò che sta accadendo e sapere come affrontarlo.

 

E se non riesco a seguire tutto quello che avevamo stabilito?

Ne parliamo.

Non credo che il giudizio aiuti il cambiamento. Ti accompagno a trovare risorse e soluzioni.

Se qualcosa non è stato applicato, la domanda non è "Perché non sei stato bravo abbastanza?".

 

La domanda è:

"Che cosa ha reso difficile farlo?"

 

Da lì possiamo capire cosa modificare.

Mi verrà spiegato il perché delle indicazioni?

Sì.

Per me la consapevolezza è parte integrante del percorso.

Non voglio che tu segua passivamente una serie di istruzioni.

Voglio che progressivamente tu possa comprendere che cosa stai facendo, perché lo stai facendo e come osservare la tua risposta.

 

E se il mio obiettivo cambia durante il percorso?

Può succedere.

Quando una persona cambia, spesso cambiano anche le sue priorità.

Un percorso personalizzato deve poter evolvere insieme a te, mantenendo però una direzione chiara.

 

Come faccio a capire se sto davvero migliorando?

Non guardiamo necessariamente un solo parametro.

Osserviamo l'insieme: ciò che riferisci, i cambiamenti nella quotidianità, il livello di energia, il sonno, la digestione, il rapporto con il cibo, la gestione dello stress, la forma fisica e mentale, la consapevolezza e gli altri indicatori pertinenti al tuo percorso.

Quando disponibili e appropriati, possono essere considerati anche dati oggettivi e documentazione clinica, sempre nel rispetto del ruolo delle figure sanitarie.

Il mio modo di accompagnarti

.

Non ti serve qualcuno che cammini al posto tuo.

Ti serve qualcuno che sappia ascoltare, orientare, fare domande, mettere ordine e aiutarti a vedere ciò che da solo può essere difficile riconoscere.

Io non posso fare il percorso al posto tuo.

Posso però accompagnarti mentre lo fai.

E questa, per me, è la differenza tra ricevere indicazioni e intraprendere un vero percorso.

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E se hai ancora qualche dubbio?

Puoi semplicemente parlarne.

Non devi arrivare alla discovery call avendo già deciso.

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